WOW!

The Italian Wine
Competition 2020

WOW! 2020 oltre le aspettative.
Alla terza edizione del premio enologico di Civiltà del bere
hanno partecipato 851 campioni: la formula “qualità e tipicità” convince. 

Alessandro Torcoli, giudice unico di WOW! 2020
ha selezionato 630 vini eccellenti e tipici:

172 ori, 242 argenti e 216 bronzi
più alcuni premi speciali

Scopri i vini premiati +

WOW! Il vino nasce nel suono della meraviglia!

La prima competizione enologica della rivista Civiltà del bere.
L’unica promossa da una testata italiana e riservata ai vini nazionali.
La prima che valorizza l’eccellenza connessa alla tipicità.
Lo scopo è quello di presentare a professionisti e appassionati di tutto il mondo produzioni vinicole italiane
eccellenti e identitarie.

Le iscrizioni a WOW! the italian wine competition
aprono il 1 marzo 2021

Il Covid-19 ha richiesto una semplificazione organizzativa, ma abbiamo colto anche l’occasione per esplorare nuove strade. Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del bere, ha degustato personalmente alla cieca tutti i vini iscritti a WOW! 2020.

L’obiettivo è sempre il medesimo: la ricerca dell’eccellenza unita alla tipicità. Un solo degustatore ha valutato i vini scrupolosamente, nei giusti tempi, garantendo omogeneità di giudizio, con un’indagine ancor più approfondita dei vini che soddisfano le “3 T” che abbiamo posto a fondamento di questo contest: Tipicità, Tradizione, Terroir.

WOW! è uno strumento originale tra la guida, il concorso e l’analisi sensoriale qualitativa. Lo scopo è come sempre quello di segnalare a professionisti e appassionati le medaglie WOW! di bronzo, argento e oro (promosse sui canali digitali e cartacei di Civiltà del bere) ma intendiamo anche fornire un utile strumento di analisi indipendente del vino. Commentiamo professionalmente il vino in una prospettiva glocal, globale nel considerare il posizionamento del vino in un’ottica internazionale e locale nel valutare il livello di tipicità del vino, di adesione ai valori delle tradizioni del territorio.

Considerata l’abbondanza e l’alta qualità dei vini iscritti (851), abbiamo deciso di assegnare anche alcuni premi speciali.

Innanzitutto, i “Best in class” cioè i miglior all’interno di alcune importanti categorie: il miglior vino bianco, rosso, rosato, orange, dolce, spumante metodo classico e spumante charmat. Come l’anno scorso, abbiamo dato risalto alle bollicine, individuando i punteggi più alti anche per tipologia (Brut, Dosaggio Zero…). Inoltre premiamo i migliori rosati per regione, dato che lo Stivale è davvero ricco di terre d’elezione per i rosé, da Nord a Sud. Infine, per ogni Docg e Doc abbiamo indicato “l’ambasciatore”, cioè il migliore all’interno della Denominazione, che rappresenterà il territorio anche nel nostro Atlante del Vino 2021, di prossima pubblicazione.

In principio fu…WOW. In principio il vino… era evocato a partire da un semplice WOW  (*uau). Proprio come l’esclamazione di stupore che manifestiamo dinanzi a ciò che ci sorprende e ogni volta che intendiamo sottolineare le qualità straordinarie di qualcosa.

La parola vino, nell’antico dialetto greco eolico era Ƒοῖνος, preceduta dal segno digamma (Ƒ, pronuncia *uau), una semiconsonante con valore di v, u.

La lingua greca diffuse come corrispettivo di vino la parola oînos da cui deriviamo tutti i termini che iniziano per eno (enologia, enoteca, enologo, ecc.); mentre Ƒoĩnos con il suo digamma iniziale fu ereditato dall’etrusco che lo tradusse nel fonema V e originò il corrispondente segno latino che a sua volta diede origine a vinum nonché alle varie configurazioni ancora in uso:, francese vin, inglese wine, spagnolo vino, tedesco wein.

Come non stupirsi che l’evocazione del vino, la sua pronuncia, la sua parola originaria Ƒoĩnos, nasce nel suono dello stupore e della meraviglia, Ƒ (*uau)?