Criteri di valutazione

Per meritare le medaglie e i premi speciali WOW! i vini in gara dovranno ottenere i massimi giudizi di eccellenza qualitativa, dimostrando al contempo a una spiccata capacità d'espressione territoriale. L'imparzialità e l'uniformità del giudizio di questa competizione sono garantite da tre elementi chiave.  


Primo #1
la degustazione alla cieca, caposaldo di questa competizione. Come sappiamo, conoscere chi ha prodotto un vino influenza anche i degustatori più imparziali e severi. Per poter valutare seriamente la tipicità del vino, però, saranno noti al degustatore solo l’area viticola di provenienza, i vitigni utilizzati e l’annata. Egli potrà accedere anche a schede tecniche anonime, per valutare l’influenza di particolari scelte agronomiche o enologiche (es. appassimenti, lunghe permanenze sur lie…). Tutto per soppesare al meglio gli elementi di giudizio. Crediamo che fare vino sia un’attività complessa, degna della maggiore attenzione possibile e di degustazioni meditate e scrupolose.

Secondo #2 un solo palato, che degusta in tempi umani non forzati dalle esigenze organizzative dei concorsi, per valutare scrupolosamente tutti i campioni in gara. Valuterà tutti i vini Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del bere, panel chair al Decanter World Wine Awards, premiato come miglior giornalista dal Comitato Grandi Cru d’Italia, accademico della Vite e del Vino, autore del best seller Vinology (BUR Rizzoli) e vincitore del Premio Bancarella Cucina con In Vino Veritas (Longanesi).

Terzo #3 la valutazione della tipicità. Per tutti i vini, dopo aver valutato in centesimi la qualità intrinseca, sarà espresso un voto specifico sul livello di tipicità, con una valutazione da 1 a 10; per meritare una medaglia, oltre al punteggio qualitativo il campione dovrà ottenere un voto di tipicità di almeno 5/10 per ori e argenti, 6/10 per i bronzi. I vini vincitori delle medaglie WOW! avranno quindi avuto i massimi giudizi di eccellenza qualitativa ed espressione territoriale.
Abbiamo deciso di definire la tipicità creando un sistema di riferimento. L’abbiamo chiamato Fattore T, composto tra i tre elementi che a nostri avviso possono guidarci a riconoscere i vini più tipici.

Criteri di valutazione del “Fattore T”

L’esperienza delle precedenti edizioni, la grande partecipazione, la curiosità dei lettori anche dall’estero, ci ha indotto a dare ancor maggiore peso al valore della tipicità. Per valutarla con più precisione, abbiamo introdotto il “Fattore T”: Taste, Terroir, Tradition.

• TASTE •
inteso come sapore, il sapore della terra d’origine, il riconoscimento di un qualche elemento che indubitabilmente ci porti al luogo d’origine, come il sapore di mare in un grande Vermentino di Gallura

• TERROIR •
parola magica dell’eccellenza enologica, la sintesi sottile dell’espressione di un suolo, un savoir-faire e un clima specifici

• TRADITION •
la presenza di elementi che rimandano ad antichi saperi, conservati o reinterpretati, ma ben presenti, come un rosso veronese non Amarone ma prodotto con il tradizionale metodo dell’appassimento o un Brunello affinato in barrique ma sapido e delicato come un grande Montalcino d’antan